Atene, arriviamooo!

Ebbene si, si preannuncia finalmente una piccola vacanzina di quattro giorni nella capitale greca, sfruttando il weekend lungo del 1 maggio, prendendo due giorni aggiuntivi di ferie. Il volo sarà Genova Atene, con scalo a Roma, con la compagnia spagnola Vueling. La partenza è Mercoledì alle 10 del mattino. Purtroppo, per la tempistica del vaccino anti-rabbico, non possiamo portare con noi il nostro piccolo cagnolino Kosmos, che porteremo Mercoledì mattina stesso, prima di andare in aeroporto, al rifugio per cani Sherwood di Bavari, presso cui l’avevamo lasciato anche quando eravamo andati a Zanzibar.

Chiudo questa, importante per me,.parentesi sul mio prossimo fine settimana, dicendo che Sabato atterrerò a Genova alle 18.40 e la serata si concluderà con la festa per il trentesimo compleanno di un mio caro amico, che si è trasferito ed ora vive da un po’ di tempo a Roma,

Domani comunque ricomincia una nuova, seppur per me di appena due giorni, settimana. E, come di solito accade nei giorni precedenti e seguenti alle ferie, seppur questa volta siano molto brevi, avrò una quantità immensa di lavoro da fare in anticipo. In aggiunta a ciò devo andare sia domani, che dopodomani a riabilitazione. Domani ho una seduta importante per me di fisioterapia, poiché oggi ho incredibilmente fatto per quasi un’ora esercizi di fisioterapia da solo a casa: in particolare ho svolto lavoro per gli addominali, anche quelli laterali, e lavoro sull’equilibrio monopodalico. Cioè ho fatto esercizi di stare in equilibrio su un piede solo, muovendo o piegando l’altra gamba o sfiorando il pavimento in punti diversi con l’altro piede. Poi sono andato a fare la spesa e con il peso della spesa su uno zaino e su un sacchetto, che portavo a mano, ho fatto tutte le scale in salita e in discesa che ci sono nel percorsob tra casa mia ed il supermercato, evitando di appoggiarmi ai corrimano. Domani cerco assolutamente di riuscire ad andare a fisioterapia, anche magari entrando prima al lavoro, perché voglio chiedere al mio fisioterapista se ho fatto correttamente questi esercizi, soprattutto quelli sul carico monopodalico. 

3 anni son passati….

Ieri era il 3 febbraio. Ben tre anni fa, a me sembra passata una vita, ho avuto l’incidente, che mi ha cambiato la vita. Sicuramente in questi tre anni le cose son cambiate notevolmente, ma i danni di quell'”incontro” in autostrada di tre anni fa rimarranno tutta la vita. Ne sono consapevole, purtroppo, ma non posso rimanere fermo a pensare a questo, Devo cercare di “godermi” la vita che ho costruito nonostante tutto.
Prima di tutto devo pensare a tutti coloro che mi son rimasti vicini e, anzi, forse si sono avvicinati a me ancora di più: l’allora mia fidanzata, adesso mia moglie, i miei genitori e i miei non pochi amici. Per tutte queste persone non posso che dire un grosso grazie..Questa mattina, prima di andare al lavoro, altra cosa che mi da una soddisfazione immensa ( anche se a volte mi stanca moltissimo), ho pensato al fatto che in tre anni mi sembra di essermi riuscito a costruire una realtà intorno a me, che mi ha fatto superare i momenti più duri e che ha reso la mia vita tutt’altro che negativa, quantomeno rispetto a come si poteva ridurre dopo l'”incontro” in autostrada di tre anni esatti fa.
Ogni istante mi torna alla mente l’incidente, per esempio incontrando difficoltà nel cammino oppure nell’utilizzo della mia mano sinistra. Inoltre restano ancora alcuni momenti della mia vita in cui svolgo attività, che se non avessi “incontrato” in autostrada quel …., non avrei mai svolto. Ad esempio tutte le sedute di fisioterapia e neuropsicologia, che svolgo almeno due volte a settimana presso il mio centro riabilitativo “Rinascita e Vita”. .Un’altra cosa che avrei volentieri potuto evitare sono gli incontri con gli avvocati o, ancor peggio, con i medici legali. Devo dire che vivere da solo con mia moglie e lavorare tutto il giorno non mi lasciano quasi il tempo e soprattutto mi levano la voglia di fare questi pensieri.
Un’altra cosa che ho pensato oggi e, che ingenerale, penso spesso è che questi tre anni e soprattutto il primo anno dopo l'”incontro” in autostrada, trrrascorso interamente tra ospedale in coma e vari centri di riabilitazione,, non me lo restituisce nessuno
Questo è solo uno sfogo.Mi son lasciato andare a scrivere pensieri non belli, che alle volte faccio, ma quello che penso davvero è che tutte le cose negative sono ora, a tre anni di distanza, più che compensate da ciò che questa vita mi ha dato oppure che io mi son preso da lei.

 

Incidente domestico superato

Mi rendo conto che mi ero promesso di tornare a scrivere più spesso, ma sono ormai già parecchie settimane che per una ragione o per l’altra mi assento da questo mio amato blog. Una ragione è stata un incidente domestico capitatomi Domenica scorsa e fino a quando non avessi saputo di essermela cavata non ho più scritto niente. Praticamente Domenica scorsa son caduto in casa mentre sollevavo una poltrona per permettere al mio cagnolino di raccogliere una pallina che gli era finita sotto questa poltrona. Mentre sollevavo un lato di questa poltrona, però, ho perso l’equilibrio e son caduto a terra di faccia. Poiché porto gli occhiali, la vite sinistra di questi mi si è piantata nel mio sopracciglio, causandomi un taglio profondo e la fuoriuscita di molto sangue. Quindi hho chiamato subito il 118 d è venuta a prendermi a casa l’ambulanza e mi ha trasportato al pronto soccorso, dove sono arrivato alle ore 20.18, ma essendo fortunatamente, almeno stavolta, solo un “codice verde” ho dovuto attendere il mio turno di visita fino alle ore 2. Ho quindi spiegato di essere caduto per una perdita di equilibrio dovuta alle conseguenze del coma e, qunado i dottori mi hanno portato a fare le radiografie precauzionali per controllare che non ci fossero danni alla testa, ho scherzato con loro: “non mi son rotto la testa piantandomi a 120 km/h in macchina e pensate che me la sia rotta cadendo in casa”. Infatti mi han subito detto che i raggi escludevano ogni danno alla testa. Non mi hanno dato dei punti, ma per favorire la cicatrizzazione della mia ferita al sopracciglio, mi hanno messo tre “steril-strip”, cerotti speciali che servono per unire i due lembi di pelle di una ferita profonda e mi han detto di tenerli una settimana. Infatti oggi li ho tolti e la ferita fortunatamente è cicatrizzata bene e quindi posso raccontare anche questa.

Zanzibar (26 Ottobre – 5 Novembre 2014)

Scrivo sul mio blog dopo quasi 10 giorni a Zanzibar (Tanzania) con il mio amore Jenya. Oltre ad essere una vacanza di meritato riposo per entrambi, dopo un periodo non proprio facile delle nostre vite; si trattava del nostro viaggio di nozze posticipato. Infatti, pur essendoci sposati da quasi due anni, non avevamo ancora potuto partire per un viaggio di nozze vero e proprio, anche se eravamo già andati in vacanza a Barcellona e Venezia, ma non si trattava di vacanze speciali e rilassanti come questa. Abbiamo anche colto l’occasione per farci fare uno splendido servizio fotografico insieme dalla fotografa del nostro villaggio.

L’inconveniente non è mancato: una mia caduta, per perdita di equilibrio, mentre salivo le scale con caduta di testa, ma tutto ciò è passato ampiamente in secondo piano, soprattutto perché senza conseguenze, rispetto a una vacanza stupenda. Stupendo è stato anzitutto il mare con i suoi colori unici e le sue infinite spiagge con la loro finissima sabbia bianca. Poi stupendo era l’arcipelago di Zanzibar con le tartarughe giganti di Prison Island e le “lingue di sabbia”, che altro non sono che isole composte solamente da una lunga spiaggia. Infine stupenda era la mia compagna di viaggio, che, più in generale, ho scelto come mia compagna per quel “lungo viaggio”, che è la vita.

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Fisioterapia di Mercoledì e seria presa d’impegno

Mercoledì, l’altro ieri ho avuto la “famosa” seduta doppia di fisioterapia. In realtà è durata meno del previsto, grazie alla comprensione del mio fisioterapista Federico, che mi ha lasciato andare via prima del previsto, avendogli spiegato che il traffico post-alluvione mi ha fatto viaggiare all’andata per quasi 40 minuti su un autobus strapieno, senza posti a sedere. Comunque la mia fisioterapia è finita intorno alle 19 meno 10 , ma è finita solo la “fisioterapia in palestra”. Infatti dopo la seduta di fisioterapia sono andato ad una cena con i miei amici. Ho deciso di presentarmi con una bottiglia di champagne e sono andato a comprarla in un’enoteca e ho deciso di proseguire a piedi fino alla casa del mio amico, quasi 2 km a piedi. Poi la casa di questo mio amico è al settimo piano senza ascensore, quindi ho fatto sette piani delle mie amate scale dopo una giornata di lavoro impegnativa, una seduta dura di fisioterapia e quasi due chilometri di cammino, di cui buona parte all’interno di una galleria. Comunque fare tutta questa “fisioterapia aggiuntiva” ne è valsa assolutamente la pena, poiché a casa di Luca ho passato davvero una piacevole serata e poi il mio caro amico ed ex vicino di casa a Pra’, Andrea, è venuto a dormire a casa nostra perché così stamattina ha avuto almeno il tragitto per raggiungere il suo posto di lavoro più breve che da Pra’. Quindi abbiamo anche fatto colazione assieme

A fisioterapia ho fatto i classici esercizi per il mio braccio sinistro ed i soliti tentativi, con scarsi, ma sempre pian piano migliori, risultati,di saltare. Sempre dando le mani a Federico ho fatto il solito tentativo di correre, leggermente migliore del solito, ma Federico mi ha detto che tenevo il bacino troppo arretrato, per paura di cadere e anche questa è una ragione della mia non riusita di correre. Poi mi ha fatto fare un tentativo, per nulla riscito di correre al “rallentatore”. Ossia dovevo saltare caricando su una gamba sola, di volta in volta diversa. Non essendo riuscito affatto a fare ciò mi ha proposto un altro per me difficilissimo esercizio: stare in equilibrio su una gamba sola e tenere l’equilibrio su quella gamba, piegandola per abbassarmi e poi raccogliere un piccolo cubetto di legno, appoggiato sul lettino.Una volta raccolto, dovevo riacquistare la posizione eretta, sempre in equilibrio su una gamba sola, stendendo quest’ultima. Infine dovevo rimetterlo sul lettino nella stessa posizione in cui l’avevo raccolto, sempre con la stessa procedura, abbassarmi piegando la gamba su cui stavo in equilibrio, senza piegare minimamente il busto verso il basso. Per concludere e penso per non mandarmi troppo giù di morale Federico mi ha fatto palleggiare, usando mani alterne, con un palloone da basket. Considerando che solo che un anno fa, quando ho iniziato a lavorare e a fare fisioterapia con lui due soli pomeriggi a settimana, quasi non riuscivo a passlleggiare con la mano “buona”, quella destra; adesso ho quasi raggiunto un buon livello. Adesso riesco anche a palleggiare spesso con la mano sinistra, quella “gigia”, non regolarmente una volta si e una no no, ma molto spesso.

Infine se rileggo questo articolo e ripenso a come mi sento spesso, quando penso a come son conciato, ossia che mi costa un’immane fatica fare cose che per tutti sono ovvie e semplici; mi vien da pensare che la vita è stata proprio stronza con me, Ma io son duro e tiro dritto avanti: so che non riuscirò a tornare quello che ero prima di incontrare in autostrada il “figlio di troia”, ma voglio riacquistare il più possibile le mie capacità fisiche e perciò dico e faccio una cosa che se il mio fisioterapista sta leggendo questo articolo, gli consiglio di mettersi comodo su un divano, perché non voglio essere responsabile di un suo infarto. Oltre alla più grande fisioterapia che svolgo tutti i giorni, che è la mia vita quotidiana, voglio fissarmi un giorno a settimana per svolgere un’ora di  fisioterapia a domicilio, ossia scegliere un giorno dopo il lavoro, non tra quelli o ccupati dalla mia riabilitazione per svolger da solo a casa degli esercizi tra quelli che è un anno che Federico mi consiglia di svolgere a casa, ma io ho sempre fatto fisioterapia a casa molto saltuariamente.

Domani seduta doppia di fisoterapia

Domani si preannuncia una giornata difficile, quasi da incubo. Alle 17, già provato da una giornata di lavoro dovrò andare al mio centro di riabilitazione “Rinascita e Vita” in centro a Genova. Sarà già difficile e lungo raggiungere con i mezzi pubblici il mio centro di riabilitazione, a causa del traffico intenso che ci sarà lungo la via, viste le ferite che la mia città sta cercando di curarsi e rimarginare dopo l’alluvione di qualche giorno fa.

In ogni caso, fino almeno alle 19 dovrò stare in palestra a fare fisioterapia. E tutto ciò sarà  non poco faticoso per me. Menomale che in serata ci sarà una cena a casa di un mio amico a casa sua in centro in cui almeno potrò rilassarmi e pensare ad altro, ma sicuramente arriverò a casa distrutto. A dopodomani, Giovedì, per il resoconto della difficile giornata di domani.

Settimana sulla Luna

Ho passato l’intera settimana scorsa in cima al Passo dello Stelvio per un corso di formazione nell’ambito del mio contratto di apprendistato. L’albergo di proprietà della mia banca, vicino alla nostra fllliale più alta d’Europa è situato a 2.800 m di altitudine e tale sbalzo di altitudine provoca difficoltà ad addormentarsi la prima notte, poi qualche difficoltà di ambientamento ad una tale altitudine. Il paesaggio è lunare: grandi pietraie e nessun tipo di vegetazione. Comunque, nonostante il non poter uscire mai dall’albergo, visto che fuori di esso non vi è nulla, non è stato facile, devo dire che nel complesso ho passato una buona settimana, soprattutto per i miei colleghi. Mi son trovato bene con tutti i partecipanti a questo corso di formazione, ovviamente con alcuni in particolar modo, a partire dal mio compagno di camera.Questa settimana mi ha aiutato ancora una volta a sentirmi vivo. Mi ha accompagnato in macchina sia all’andata, che al ritorno un collega, che abita a Varazze e lavora a Milano. Nonostante ciò abbia reso sicuramente tutto più facile, non è una cosa ovvia per una persona uscita dal coma due anni fa, essere pronta ad andare per una settimana lontano da casa e, addirittura, sulla Luna.

Naturalmente scherzo, ma passare da 0 m s.l.m. a 2.800 m s.l.m. è come andare su un altro pianeta. Inoltre per poter raggiungere l’aula dove si tenevano le lezioni del corso e la sala da pranzo non vi era l’ascensore, ma dovevo fare le mie tanto amate scale. Pertanto, pur non avendo fatto fisioterapia questa settimana, posso dire di aver fatto ugualmente esercizi di fisioterapia nella vita quotidiana.

In altre parole son contento di aver dimostrato, soprattutto a me stesso, di poter riuscire a fare anche questo!

Concludo questo articolo promettendo che adesso mi voglio impegnare a ricominciare a scrivere più spesso su questo mio amato blog. Ovviamente ora che lavoro non riuscirò a scrivere con la stessa frequenza di quando passavo l’intera giornata nel centro di riabilitazione di Genova Pegli, ma cercherò di scrivere più spesso, quindi frequentate più spesso questo blog.

Nuovo obiettivo: Tornare a correre

Ebbene si: mi son finalmente posto un nuovo obiettivo! Dopo un periodo troppo lungo in cui ho continuato a fare fisioterapia senza un obiettivo specifico, con l’obiettivo generale di migliorare nel cammino e di migliorare la manualità fine. Per come son fatto io di carattere, se vogliamo è un mio difetto di testa, non riuscivo più a continuare la fisioterapia, senza essermi posto un nuovo obiettivo preciso, per poter monitorare i livelli di miglioramento con maggiore precisione. Non riuscivo a dire con chiarezza se miglioravo e quanto.miglioravo. Adesso che ho un obiettivo preciso, concordato e giudicato difficle ma realizzabile col tempo e con fatica dal mio stesso fisioterapista, vado più volentieri a far fisioterapia e mi viene più spontaneo trovare la forza e il tempo per fare esercizi di fisioterapia anche a casa.

Dopo 2anni e mezzo torno a toccare la palla

Ebbene sì, oggi sono tornato a toccare una palla coi piedi….e non solo! Durante la mia seduta odierna di fisioterapia, il mio fisioterapista Federico mi ha fatto camminare, controllando e portandomi la palla avanti coi piedi. Poi mi ha detto di stare davanti alla porrta della cucina e ha iniziato a tirarmi la palla. Io dovevo “pararla”. Sicuramente è stato un’esercizio utile per l’equilibrio, il mio vero punto debole rimasto in seguito all’incidente. Inoltre è stato un piccolo regalo che mi ha fatto. Infatti dopo oltre un’ora di esercizi faticosissimi,  primo fra i quali uno in cui dovevo piegarmi con le gambe, senza perdere equillibrio, forzandomi solo sui muscoli delle cosce. L’obiettivo di questo esercizio è senza dubbio rafforzarmi questi muscoli e poi rafforzare il mio equilibrio, esercitandomi a equilibrare l’equilibrio sulle due gambe, scopo perseguito anche con gli esercizi sulla pedana elettronica. Oltre ai soliti faticosissimi esercizi con la corda elastica per il mio braccio gigio, quello sinistro, c’è stato tempo per un’esercizio che ha l’obiettivo di migliorare la mia coordinazione, ovvero lanciarmi una pallina da una mano all’altra ed afferrarla con una sola mano. Un esercizio banale per tutti. Difficilissimo per me, ma ora non più impossibile come sei mesi fa, senza andare più indietro nel tempo dove certe cosa che faccio ora, erano per lo meno impensabili. Una di queste cose è saltare. Non che adesso salti chissà quanto alto e quanto bene, ma almeno riesco a staccare i piedi da terra. Inoltre quello di saltare, caricando equilbratamente il peso su entrambe le gambe. è un esercizio molto utile per raggiungere un livello accettabile di equilibrio. Comunque devo dire che, nonostante mi sia fatto un “mazzo” infinito sudando ininterrottamente per un’ora e mezza, la seduta odierna è stata per me particolarmente utile, oltrechè anche piacevole per la soddisfazione che ho provato a controllare la palla per il corridoio del mio centro riabilitativo e tornando a fare il “portiere” in una porta di una cucina.

Ritornare adolescente

Ritornare ad essere un adolescente, ossia un giovane pivello, è quello che sto provando in questi giorni. Il motivo è da rciercarsi in ciò che faccio in questi ultimi giorni. Ossia vado a Pra’ e con la macchina di mio padre faccio delle guide nel parcheggio della stazione di Pra’. Si tratta di ciò che facevo quasi dieci anni fa, prima di prendere la patente. Adesso invece devo sostenere un esame pratico di guida Lunedì prossimo (19 Maggio) alle 17 presso l’ospedale di Genova Quarto, dove sono già dovuto andare Lunedì scorso presso la commissione medica patenti. Ho portato una relazione medica del neurologo che mi hanno prescritto apposta e il risultato dell’encefalogramma, anch’essa prescritto apposta, oltre al test del campo visivo. Oltre a ciò mi è stato ordinato un nuovo esame, il test del campo visivo monoculare, che devo fare entro lunedì 19 Maggio. Potrebbe rivelarsi un problema in quanto il macchinario apposito presso l’Ospedale di Sestri, ove lavora il mio oculista di fiducia, è attualmente rotto, quindi devo richiamare domani per sapere se l’hanno aggiustato e posso questa settimana fare il test per poterlo consegnare quando vado a fare il test pratico di guida. Rispetto alla prima prova fatta Martedì con la macchina di mio papà, sicuramente Sabato sono stato molto più abile perchè in effetti dopo quasi due anni pressoché senza guidare, è stato molto complesso rimettermi al volante. Lunedì torno a far fisioterapia e chiederò di focalizzarmi sul braccio sinistro,il mio punto xdxebole al volante. Mi attende una settimana di lavoro ed esercizi per provare Lunedì a mantenere la patente, nonostante nel Febbraio 2012 abbia incontrato quel maledetto uomo.